DoveComeQuando - Compagnia teatrale e associazione culturale

a te, Giuliano

Sommario




1 - Premio di drammaturgia: in scadenza bando 2016

2 - Scene da una fotografia: mostra della vincitrice

3 - Inventaria: annunciati i vincitori

4 - Recensioni: Opera Panica

5 - Recensioni: Doris Every Day


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In evidenza



Festival
Inventaria 2016




Edizione 2016:
annunciati i vincitori

Cartellone Festival:
9-22 maggio 2016

Concorso
fotografico




Edizione 2016:
Annunciata la vincitrice

Mostra fotografica:
16-30 giugno 2016


Premio di drammaturgia



Edizione 2016
Bando online

Domande entro 30 giugno 2016

Recensioni
recenti:





Opera Panica

2015-2016






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Dal sommario: 


 

 

  1  

   Premio di drammaturgia DCQ: 30 giugno scadenza bando 2016  



Ancora per pochi giorni è online il bando 2016 della VII edizione del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio, il premio dedicato alla memoria di un amico scomparso.



Il bando mette in palio come sempre la messa in scena del testo vincitore da parte della Compagnia DoveComeQuando.

La partecipazione è completamente gratuita, ed il tema è libero.

La scadenza per l'invio dei testi è il 30 giugno 2016, ed i finalisti saranno annunciati intorno al 15 ottobre.

Il 9-10 maggio 2016 al Teatro dell'Orologio di Roma, in apertura del Festival Inventaria, sarà stata rappresentata l'opera vincitrice della VI edizione del Premio, Helter Skelter di Paola Moretti.

Oltre 120 autori hanno inviato i propri testi per la VI edizione del Premio.

Anche quest'anno è confermata la collaborazione con una casa editrice indipendente e seria, la Villaggio Maori Edizioni.





SCADENZA INVIO TESTI
 30 giugno 2016 

FINALISTI
 15 ottobre 2016 

VINCITORE
 15 novembre 2016 



Aggiornato il 24 giugno 2016

 

 

  2  

   Scene da una fotografia: mostra della vincitrice 16-30 giugno   



Proclamata la vincitrice della V edizione del concorso fotografico Scene da una fotografia, a partecipazione totalmente gratuita, organizzato da DoveComeQuando in partnership con la Quasar Design University ed il Laboratorio Fotografico Corsetti di Roma.

I progetti fotografici finalisti sono stati esposti dal 9 al 22 maggio nel foyer del Teatro dell'Orologio (Piazza Navona) nell'ambito del Festival Inventaria

Il progetto fotografico vincitore sarà esposto dal 16 al 30 giugno, presso gli spazi della Quasar Design University, in Via Nizza, 152, dopo essere stato in mostra dal 9 al 15 giugno presso gli spazi del Laboratorio Fotografico Corsetti, in Via dei Piceni 5/7 (San Lorenzo)


.





QUANDO
 16-30 giugno 2016 

DOVE
 Quasar Design University 

COME
 Esposizione della vincitrice 2016 



Aggiornato il 17 giugno 2016

 

 

  3  

  Festival INVENTARIA: annunciati i vincitori             






Proclamati i vincitori del Festival Inventaria, la festa del teatro off, nelle tre sezioni di concorso Spettacoli, Monologhi/Performance, e Corti teatrali.

La VI edizione del Festival ha avuto luogo anche nel 2016 nello storico Teatro dell'Orologio di Roma, dal 9 al 22 maggio nelle sale Gassman e Mario Moretti, con 25 compagnie in gara e fuori concorso, e 11 tra Prime nazionali e Prime romane.
Fuori concorso nel Festival una serie di ospiti e di nuove produzioni DoveComeQuando.


OGNI SERA A INVENTARIA 2016

- Rappresentazione di uno o due spettacoli, nella Sala Gassman o nella Sala Moretti, in cartellone nelle sezioni Spettacoli, Monologhi/Performance o Corti teatrali, oppure Fuori concorso

- Mostra fotografica dei finalisti del concorso Scene da una fotografia allestita nel foyer del Teatro dell'Orologio

- Aperitivo e degustazione gratuita di prodotti tipici aquilani, tra cui vino e tartufo, prima dell'inizio dello spettacoo



QUANDO
 9-22 maggio 2016 

DOVE
 Teatro dell'Orologio (Piazza Navona)
 

COME
  20.30 e 21.30 in Sala Gassman e Moretti
 



Aggiornato il 24 maggio 2016

 

 

 

  4  

  Recensioni:    Opera Panica  




di Alejandro Jodorowsky
regia Pietro Dattola
con: Letizia Barone Ricciardelli, Flavia Germana de Lipsis, Andrea Onori, Marcello Paesano
costumi Maria Francesca Palli
scenografia Alessandro Marrone
foto di scena Novella Oliana









Nonostante l'ostentata frammentarietà, Alejandro Jodorowsky con Opera Panica ha creato molto più di un mero insieme di scene. Sebbene i mini-quadri, pur orbitando tutti nella sfera dell'assurdo, vadano dal comico al poetico, dall'ironico al malinconico, dal logico-matematico al "melò-tragico", tutti condividono lo stesso tema: l'impossibilità, per l'uomo, di vivere senza ritrovarsi, alla fine, in qualche modo insoddisfatto - così nell'intimo come nella società, passando per le relazioni amorose.

Tanto Jodorowsky è abile nel sondare questa "inettitudine alla felicità" dell'uomo quanto lo è nell'incantare lo spettatore con situazioni comiche, paradossali o poetiche, rese in scena in un contesto unitario dall'atmosfera circense, recuperando le origini storiche del testo. Situazioni alle quali è impossibile assistere nella vita reale...per quanto sono vere.

Lo spettacolo è tornato in scena dal 2 al 7 febbraio 2016 a Catania al Teatro Angelo Musco, e dal 9 al 12 febbraio a Gela al Teatro Eschilo, con un cast rinnovato ma sempre diretto da Pietro Dattola.


Uno spettacolo ironico e paradossale che racconta, in una serie di quadri dall’atmosfera circense, di come l'uomo affronti la difficoltà di essere felice.




 Recensioni 

"si raccontano l’uomo e le sue relazioni, i suoi tormenti, le insoddisfazioni e le insane passioni. E lo si fa passando da un umorismo nero a scorci esilaranti, toccando con ironia tragi-comica i temi più significativi della vita dell’uomo. E’ questa la chiave che Pietro Dattola sceglie nella sua regia per guidare gli attori sul filo di quel dinamismo e quella feroce umanità che sono proprietà indispensabili per rendere un non-sense qualcosa di più che un mero non-sense.
In una struttura che prevede una sequenza di quadri introdotti da repentini cambi di scena e giochi di luce e buio (...), la storia di vita è dentro ognuno di questi giovani attori che muovono come anime su un palcoscenico di confronti e inettitudini. In uno spettacolo in cui nessuno è protagonista, in realtà qualcuno lo è, inevitabilmente. Per la sua interpretazione, smisuratamente vera, Flavia Germana de Lipsis. Per la versatilità e la sua brillante verve, Carlo Disint.
Sulle note di “Le navi” di Daniele Silvestri, si chiude una magia, talvolta nera, che serba in sé un’anima rossa."

Fonte: Saltinaria.it



"(...) la Compagnia DoveComeQuando mette in scena forse uno dei testi ibridi più intensi e pregnanti di Alejandro Jodorowski (...), il culmine di un teatro che coniuga l’incanto magico della scrittura e le immagini surrealiste. (...) sprazzi di rosso si mescolano alla complessità dei microframmenti dell’opera tragico-ironica del maestro cileno, riletta dall’eclettica ma fedele e delicata regia di Pietro Dattola.
E’ un intricato e fitto fiume di dialoghi al limite del paradosso linguistico e dell’ironia dolorosa in cui la somma dei movimenti, delle movenze dei corpi, delle storie raccontate nel cono di luce che ruba spazio al buio totale sono tentativi e giochi tesi all’assurdo, in cui gli interpreti percorrono l’intera linea espressiva del linguaggio. Nei loro ruoli circensi, gli attori toccando i toni comici e buffi, l’ironia elaborata e tristemente tagliente fino a raggiungere la poesia più limpida e il dramma silenzioso (...).
"

Fonte: Multiversi.info



"(...) un caleidoscopio di contesti ed emozioni che inducono lo spettatore ad una riflessione a tutto tondo sulla condizione umana.
Riprendendo le origini del testo, la compagnia DoveComeQuando ha scelto di ricorrere alle tematiche del circo per la selezione dei costumi, con pagliacci, lanciatori di coltelli e domatori ad impersonare personaggi calati di fatto nelle più disparate situazioni costruite sulla base di una scenografia essenziale, (...) insieme alle musiche e ai giochi di luce che sono parte integrante della resa scenica.
Efficace e godibile la recitazione di tutti gli attori in scena (in particolare quella di Flavia Germana de Lipsis), alle prese con caratterizzazioni estreme, spesso stereotipate, e ciò non di meno credibili, vere nella loro poca verosimiglianza. "

Fonte: Fourzine.it



QUANDO
 febbraio 2016

DOVE
 Catania e Gela
 


 
 



Aggiornato il 6 marzo 2016

 

  5  

  Recensioni:    Doris Every Day




di Laura Bucciarelli
regia di Pietro Dattola
con: Flavia Germana de Lipsis, Andrea Onori
aiuto regia ed elementi di scena: Alessandro Marrone
foto di scena: Alfonso Germanò

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E' stato di nuovo in scena il 24 aprile 2016 al Csoa Spartaco di Roma lo spettacolo Doris Every Day, nell'ambito della rassegna teatrale Detriti.

La bellezza come ideale, aspirazione, must. Perché se guardi lo specchio, lo specchio ti guarda.
Doris è bionda. Non è nata bionda. Ha studiato. Era bionda dentro. E forse ha incontrato il suo Ken...

Doris Every Day, di Laura Bucciarelli, nel 2012 ha vinto la IV edizione del Premio di drammaturgia DCQ – Giuliano Gennaio per "la scrittura curiosa, crudele, ironica, sul mondo e sull'immaginario femminile, un concentrato di cattiveria che ha il sapore fresco e stimolante della verità, reso con una prosa caustica, briosa e originale."

Il progetto di spettacolo elaborato da DoveComeQuando ha poi conquistato La Cattiva Strada, vincendo il bando di residenza 2013/2014 presso il Teatro Studio Uno di Roma, è stato una settimana nel cartellone del Teatro Tordinona e poi selezionato dal Festival DoIt nel 2015.

Guarda il trailer



"Mamma diceva: 'Sorridi. Distendi il collo, sbatti le ciglia, allarga le spalle.
Ripeti con me. Sono luminosa.
Ripeti. Sono brillante.
Ripeti. Sono leggera.
Ripeti. Sono levigata.
Ripeti. Sono bella, naturalmente.
È il minimo.'"


Seconda parte della bilogia sulla bellezza inaugurata da Sogni(in una bella notte di mezza estate), Doris Every Day attraversa le varie gradazioni di biondo - e di rosa - indagando quanto si è disposte a cambiare la propria vita per apparire belle ai propri occhi e a quelli degli altri, che osservano e giudicano il tuo aspetto costantemente – every day - ed essere felici.






 Hanno detto dello spettacolo 


Laura Bucciarelli affida il suo testo alla regia di Pietro Dattola per un viaggio ossessivo, sulla bellezza come ideale, che indaga quanto si è disposte a cambiare vita per apparire belle ai propri occhi e a quelli degli altri .

FONTE: Repubblica.it

Crudele e caustico ritratto del mondo femminile delle «Barbie», per cui la bellezza è aspirazione e must. Indagine su quanto si è disposte a cambiare la propria vita per apparire belle ai propri occhi e a quelli degli altri.

FONTE: Corriere.it


Flavia Germana de Lipsis esprime una preziosa sensibilità nell’esplorare e restituire quella prigione estetica ed esistenziale, quel vano ed insostenibile sforzo nel doversi cristallizzare bambola perfetta. (...) Un'interprete eccellente per un testo importante, in una società che tarda, troppo, a smentirsi maschilista.

FONTE: Saltinaria.it, 2015


La nostra bambola è Flavia Germana De Lipsis, attrice capace di essere una finta vera, lei la bambola ce l’ha dentro, non la molla mai finché non cominciano a crollare i suoi punti fermi. Sola in scena bscandisce bene i ritmi, cattura l' attenzione (…) La tensione non manca e l’attrice salta con maestria dai toni leggeri a quelli drammatici. Quando toglie la parrucca per la prima volta vediamo la fragilità di una donna autentica, disperata perché sola, ma è troppo tardi per tornare indietro.

FONTE: TeatroTeatro.it


(…) un'indagine sul mondo della bellezza femminile con un testo corrosivo e intelligente. Il risultato è una riflessione amara e insieme ironica sul valore della perfezione estetica nella società attuale (…) un brillante racconto-confessione sul mondo della bellezza femminile ad ogni costo, un testo ironico e originale che trasmette in giuste dosi frivolezza e inquietudine. Il tema raccontato è intelligente e attuale (…) Doris è interpretata da una brava Flavia Germana de Lipsis che, quasi sempre sola in scena, è convincente sia nel modulare voce e toni che nella mimica.

FONTE: Saltinaria.it, 2014

Potente nell’ideazione di Laura Bucciarelli, Doris Every Day è un allestimento che complessivamente convince. Se Pietro Dattola conferma il proprio mestiere alla regia puntando giustamente su un ritmo sostenuto, piuttosto che sulla ricerca dell’originalità a tutti i costi, Flavia Germana de Lipsis – ben spalleggiata da Andrea Onori – è una bionda perfetta (…)

FONTE: Persinsala.it


Su drammaturgia di Laura Bucciarelli adattata dal regista Pietro Dattola, un monologo incessante arriva come uno schiaffo. (…) Ottima l’interpretazione dei due attori, principalmente di Doris – de Lispis che con la sua forza rende sempre viva l’attenzione del pubblico (…) Con buona presenza scenica e davvero buona articolazione. Non ha mai né perso la parola, né mai fatto pause che potessero rallentare il ritmo. (…) Qui il cameo di Andrea Onori che interpreta un ragazzo delicato, felice, curioso.

FONTE: Romateatro.com

(…) L’assenza di un vero e proprio sviluppo narrativo non compromette la vivacità del ritmo, calibrato sulle ripetizioni e rafforzato dai molti spunti di virtuosismo attoriale puntualmente colti da Flavia Germana De Lipsis, sensibile interprete di Doris; al contrario, permette alla descrizione dei meccanismi di oggettivazione del corpo femminile di diventare il pretesto per un acuto scorcio marcusiano sulla società del benessere che vuole metterci tutti in discussione, senza distinzioni di genere.

FONTE: Paneacquaculture.net

Con un ritmo incalzante fino alla fine, l’interpretazione della protagonista Flavia Germana de Lipsis è intensa e a tratti commovente e la sua voce calda e intonata è un dolce accompagnamento musicale per buona parte dello spettacolo.

FONTE: Gufetto.it

La messinscena vista ad opera della compagnia DoveComeQuando affida gran parte della resa all’interpretazione di Flavia Germana De Lipsis, in grado di modulare dalla freschezza del suo personaggio i toni della madre coercitiva – imperativi che risuonano nella mente a luci spente, mentre in scena il calore delle luci accarezza una scena fatta di abiti rosa e poco più.

FONTE: Teatroecricita.net



QUANDO
 24 aprile 2016

DOVE
 Csoa Spartaco 

INDIRIZZO
 Via Selinunte 57
(Appio) Roma  



Aggiornato il 25 aprile 2016

   

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