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Dal sommario:
di Sergio Casesi
regia Pietro Dattola
con: Flavia Germana de Lipsis, Antonio De Matteo, Mario Zaza.
aiuto regia: Alessandro Marrone
scenografia: Alessandro Marrone, Angelo Stroia.
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Dalle varie indagini, condotte dalla scoperta del diario di Anna Frank fino al 2003, sono tre i principali nomi emersi come possibili responsabili della cattura della ragazzina, della sua famiglia e degli altri quattro ebrei nascosti con loro: il magazziniere dell'edificio, Wim van Maaren; Lena Hartog, moglie di un collega di Wim; e Tonny Ahlers, olandese nazista e criminale di piccola taglia.
In Traditori, si esplora il fragile terreno che ciascuno di essi deve suo malgrado calpestare per sfuggire al peso della Storia, muovendosi tra la ricerca e l'occultamento della verità: il premio per i due che dovessero uscirne scagionati è la libertà di potersi dimenticare di quella faccenda; la pena per il confessore, un'infamia incancellabile.
L'incontro-scontro dei tre indiziati dà modo di gettare luce su quella zona d'ombra che sta tra le proprie convinzioni e la realtà, tra la necessità e la giustizia, tra l'opportunismo e la fatalità: la zona d'ombra in cui si rivela la natura dell'individuo posto dinanzi a un dilemma, mettendone a nudo l'anima - la zona d'ombra che, da una parte o dall'altra, esiste in ciascuno di noi e sulla quale pochi, dopo averla individuata, hanno il coraggio di gettare luce.
Testo vincitore della II edizione del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio.
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Traditori
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La rassegna DCQ - II ed.
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Il Premio di drammaturgia
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QUANDO
31 maggio - 1 giugno ore 20.45 |
DOVE
Teatro dell'Orologio, Sala Grande |
INDIRIZZO
Via dei Filippini 17/a - Roma (Piazza Navona) |
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Inserito l'8 maggio 2012
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di Maria Francesca Palli
regia Gianluca Priete
con: Maria Francesca Palli
costumi Alice Di Litta
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Parlare dell'anima non è facile, significa
descrivere un qualcosa che ognuno ha dentro di sé, che non tutti danno a vedere. Forse le parole
non bastano per descriverla ed ecco perchè è sopratutto la musica a cercare di spiegare ciò che per
noi è l'anima. Dalla lettura di alcune poesie si è cercato quindi di andare oltre, alle parole, alla musica
e ai loro significati, miscelando il tutto anche se, come dice il testo di una delle poesie scelte,
"qualche parola sull'anima", possiamo solo raccontare una parte per lei. .
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Qualche parola sull'anima
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La rassegna DCQ - II ed.
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QUANDO
2 giugno ore 20.45 |
DOVE
Teatro dell'Orologio, Sala Grande |
INDIRIZZO
Via dei Filippini 17/a - Roma (Piazza Navona) |
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Inserito l'8 maggio 2012
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di Pietro Dattola e Flavia Germana de Lipsis
regia di Pietro Dattola
con: Flavia Germana de Lipsis, Filippo Salaris, Alessandro Marrone.
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"(...) probabilmente l’opera dalla maggiore resa scenica: mentre una ragazza parla alla sua immagine allo specchio, rifiutando la sua bellezza, l’invisibile [Demetrio] le dichiara il suo amore. Sulla scena un gioco di luci e ombre abbaglia e incanta, una lampada a olio sulla ragazza che recita intensamente, due occhi luminosi, sempre più luminosi, squarciano l’oscurità in un impatto visivo che ha qualcosa di cinematografico, dal momento che la messa in scena medita sui concetti di specchio, riflesso, luce, buio, punto cieco."
FONTE: Paperblog.com
http://it.paperblog.com/sul-palco-del-palladium-si-susseguono -cinque-corti-teatrali-roma3filmteatrofestival-429987/
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Elena
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QUANDO
9 giugno 2011 ore 11.30 |
DOVE
Teatro Palladium Roma3Filmteatrofest'11 - V ed. |
INDIRIZZO
Piazza Bartolome Romano, 8 - Roma (Garbatella) |
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Inserito il 9 settembre 2011
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di Alejandro Jodorowski, Brontis Jodorowski, Marianne Costa
regia di Pietro Dattola
con: Silvia Crisalli, Flavia Germana de Lipsis, Carlo Disint, Giuseppe D'Adduzio, Vito Gennaro Giacalone, Alfonso Germanò, Alessandro Marrone, Stella Novari, Maria Francesca Palli, Laura Toro.
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"La sala B del Teatro Agorà non ha colori, se non due, emblematici di quanto sta
per raccontare: il nero e il rosso. (...) si raccontano l’uomo e le sue relazioni, i suoi tormenti,
le insoddisfazioni e le insane passioni. E lo si fa passando da un umorismo nero a scorci esilaranti, toccando con ironia tragi-comica i temi
più significativi della vita dell’uomo.
E’ questa la chiave che Pietro Dattola sceglie nella sua regia per guidare gli attori sul filo di quel dinamismo e quella feroce umanità che
sono proprietà indispensabili per rendere un non-sense qualcosa di più che un mero non-sense.
In una struttura che prevede una sequenza di quadri introdotti da repentini cambi di scena e giochi di luce e buio, laddove l’intento non è
la narrativa, la storia di vita è dentro ognuno di questi giovani attori che muovono come anime su un palcoscenico di confronti e inettitudini.
In uno spettacolo in cui nessuno è protagonista, in realtà qualcuno lo è, inevitabilmente. Per la sua interpretazione, smisuratamente vera,
Flavia Germana de Lipsis. Per la versatilità e la sua brillante verve, Carlo Disint.
Sulle note di “Le navi” di Daniele Silvestri, si chiude una magia, talvolta nera, che serba in sé un’anima rossa."
FONTE: Saltinaria.it
http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/ 11242-opera-panica-teatro-agora-roma-recensione-spettacolo.html
"(...) la Compagnia DoveComeQuando mette in scena forse uno dei testi ibridi più
intensi e pregnanti di Alejandro Jodorowski (...), il culmine di un teatro che coniuga l’incanto magico della scrittura e le
immagini surrealiste(...).
L’essenziale diventa un nero totale, in cui sprazzi di rosso si mescolano alla complessità dei microframmenti dell’opera tragico-ironica
del maestro cileno, riletta dall’eclettica ma fedele e delicata regia di Pietro Dattola.
E’ un intricato e fitto fiume di dialoghi al limite del paradosso linguistico e dell’ironia dolorosa in cui la somma dei movimenti,
delle movenze dei corpi, delle storie raccontate nel cono di luce che ruba spazio al buio totale sono tentativi e giochi tesi all’assurdo,
in cui gli interpreti percorrono l’intera linea espressiva del linguaggio. Nei loro ruoli circensi, gli attori toccando i toni comici e buffi,
l’ironia elaborata e tristemente tagliente fino a raggiungere la poesia più limpida e il dramma silenzioso (...).
Sempre incompleto, sempre insoddisfatto l’uomo di Jodorowski è un clown (intensissima e commovente Flavia Germana De Lipsis)
che muore nel buio senza luce di una vita-regia che misura la vita su domande assurde per cui nessuna risposta è giusta. E'
un uomo-giocattolo che segue mille generali diversi nell'impossibilità di sapere dove sia la pace (un disincantato Alfonso Germanò).
Quest’uomo stretto in lacci rossi è un lanciatore di coltelli (un meraviglioso Carlo Disint) che ferisce per compenso o che in uno
schizofrenico dialogo con se stesso e la donna che ama (o odia), nel passaggio sottile fra compassione e disprezzo, le toglie la vita.
Alla ricerca impossibile di qualcosa che forse non c'è.(...)"
FONTE: Multiversi.info
http://www.multiversi.info/news.asp?id=264
"(...) situazioni di incomunicabilità e incomprensione declinate ora con toni comici,
ora con toni drammatici, prima con ironia e quindi con malinconia, in un caleidoscopio di contesti ed emozioni che inducono lo spettatore
ad una riflessione a tutto tondo sulla condizione umana.
Riprendendo le origini del testo, la compagnia Dovecomequando ha scelto di ricorrere alle tematiche del circo per la selezione dei costumi,
con pagliacci, lanciatori di coltelli e domatori ad impersonare personaggi calati di fatto nelle più disparate situazioni costruite sulla base
di una scenografia essenziale, che ricorre solo a minimi elementi rossi su un fondo nero per accompagnare la performance degli attori, insieme
alle musiche e ai giochi di luce che sono parte integrante della resa scenica.
Efficace e godibile la recitazione di tutti gli attori in scena (in particolare quella di Flavia Germana de Lipsis), alle prese con
caratterizzazioni estreme, spesso stereotipate, e ciò non di meno credibili, vere nella loro poca verosimiglianza: quelli che prendono vita
sul palco scenico sono concetti mentali, una serie di percorsi psicologici e cerebrali, figurativizzazioni di disagi di cui i personaggi
stessi sono più o meno consci a seconda dei vari sketch.
Fra risate e riflessioni, il messaggio finale, accompagnato dalla bellissima “Le Navi” di Daniele Silvestri, è comunque di speranza e
fiducia nella possibilità di una disponibilità verso il prossimo che riduca le distanze e permetta, se non di capirsi, quanto meno di intuirsi."
FONTE: Fourzine.it
http://www.fourzine.it/Public/Contents.aspx? Service=23&ContId=1615&Theme=ThemeExtra
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Opera Panica (Cabaret tragico)
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QUANDO
10 maggio - 15 maggio 2011 ore 20.45 |
DOVE
Teatro Agorà |
INDIRIZZO
Via della Penitenza, 33 - Roma (Trastevere) |
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Inserito il 9 settembre 2011
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di Flavio Marigliani
regia di Pietro Dattola
con: Flavia Germana de Lipsis, Fabio Morìci, Andrea Panichi.
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"...una storia aperta a più interpretazioni (...) tutto può essere avvenuto sul piano
del reale o, forse, sul piano dell’onirico (...) Un mondo che non ha confini definiti e non cerca in alcun modo di definirli (...) in cui spiccano
tre ottimi attori, credibili nei loro personaggi, puliti nei movimenti, mai nevrotici, ma freddi e, nello stesso tempo, coinvolti nella storia.
Ottima, in particolare, l’interpretazione di Flavia Germana de Lipsis in un ruolo non semplice che passa dalla fragilità all’isteria,
dalla follia alla dolcezza. I due attori maschili, Fabio Morìci e Andrea Panichi, si dividono la scena in modo armonioso
e mai sopra le righe, ottimi co-protagonisti freddi e quasi diabolici, sensuali e distaccati, padroni e amanti.
Un buon spettacolo dai toni noir (...) che lascia un senso di sospensione nello spettatore e nella sua ricerca di risposte alle mille domande."
FONTE: Saltinaria.it
http://saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/ 10947-soriana-teatro-spaziouno-roma-recensione-spettacolo.html
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Soriana
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QUANDO
9 aprile - 10 aprile 2011 ore 21.00 |
DOVE
Teatro Spazio Uno Rassegna DCQ - I ed. (fuori concorso) |
INDIRIZZO
Vicolo dei Panieri, 3 - Roma (Trastevere) |
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Inserito il 9 settembre 2011
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di Slawomir Mrozek
regia di Pietro Dattola
con: Luca Calone, Francesco Castiglione, Vincenzo Guaglione, Gianluca Fioravante, Cristiano Priori, Giada Di Fonzo.
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"Il Potere, la libertà e come gli uomini si comportano messi di fronte a questi due concetti.
È il tema dei due atti unici di Slawomir Mrozek rappresentati al Teatro Spazio Uno di Roma: “In alto mare” e “Striptease”, ingegnosamente fusi
assieme dall'abile regista Pietro Dattola in uno spettacolo dal nome “Striptease in alto mare”.
(...) Le luci rosse che illuminano la scena (...)
suggeriscono un'atmosfera quasi infernale, luciferina, che se dapprima
diverte, lascia poi spazio nello spettatore ad una sensazione di disagio. (...)
Giova ricordare, arrivati alla fine della serata, che lo spettacolo è stato messo in scena in maniera assolutamente indipendente, senza
alcun tipo di sovvenzione pubblica, così come lo è l'intera rassegna teatrale “Linea d'ombra”. È confortante sapere che in questo periodo
così incerto per il futuro della cultura teatrale ci siano ancora delle persone che investono tempo e denaro nella diffusione di qualcosa
di prezioso, che forse può aiutare a difenderci da quel Potere inumano così ben rappresentato dallo spettacolo di Pietro Dattola."
FONTE: Recensito.net
http://www.recensito.net/pag.php?pag=8207
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Striptease in alto Mare
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QUANDO
28 marzo -29 marzo 2011 ore 21.00 |
DOVE
Teatro Spazio Uno Rassegna DCQ - I ed. (fuori concorso) |
INDIRIZZO
Vicolo della Penitenza, 3 - Roma (Trastevere) |
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Inserito il 9 settembre 2011
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