DoveComeQuando - Compagnia teatrale e associazione culturale

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INVENTARIA 2022 - XII edizione
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  CASCANDO!  


  

 30 settembre 2022, h. 21   
 Teatrosophia 


DoveComeQuando


CASCANDO!








scritto e diretto da Pietro Dattola
con Flavia Germana de Lipsis



Bisogna mettere un punto. Bisogna che le cose finiscano.
Si chiama coraggio.


Le cose finiscono. Anche noi.

Eppure nessuno sembra accorgersene. Pochissimi ne parlano. "Tanto tocca a tutti, che ci possiamo fare?", e poi basta, punto, fine, la chiudono lì, non ne parlano più, come se non li riguardasse. Forse si tengono a distanza di sicurezza: se si guarda troppo a lungo l'abisso, l'abisso ti guarda dentro.

Anna, per esempio, ci casca spesso, nell'abisso. Ci casca tanto. Di più. Sempre. Soprattutto la notte. E sono cadute affollate, stupefacenti, imprevedibili, movimentate, scomposte, grottesche: un caleidoscopio di ragionamenti, situazioni, sogni capovolti, un vociare che devia, procrastina, contrasta, asseconda, scherza, un cuore pensante ed un pensiero accorato: se non è possibile evitare la caduta, bisogna almeno provare a restare in equilibrio durante. Se la fine sfinisce, bisogna disinnescare la paura della fine!

La fine è una stella caduta, un respiro mozzato, una nota che ha smesso di vibrare, un grissino e hai ancora fame. La fine è un fatto, è un rimpianto, un rimorso, un rimosso.

La fine è di tutto, è di tutti, è sempre, è comunque.

E allora cosa c'è di speciale, nella fine? Niente. Davvero.

Niente.

Soltanto noi.


Dopo il debutto a INVENTARIA 2020, torna in scena nella XII edizione del Festival una delle ultime produzioni DoveComeQuando.


Dove. Come. Quando. Tre degli elementi base per una messa in scena, per la rintracciabilità di un segno, per la creazione di un mondo, di uno scenario, di una scena, di un beat - e dove il "Come" è al centro di tutto: pochi elementi, sempre e tutti necessari, e una regia volta a esaltare la storia e l'azione sono messi al servizio della potenza espressiva dell'attore.
La compagnia è diretta da Pietro Dattola, drammaturgo e regista, vincitore di numerosi premi drammaturgici. Egli, insieme a Flavia Germana De Lipsis che ha studiato, collaborato e lavorato con registi e coach anche internazionali, costituisce il fecondo sodalizio artistico al centro della produzione di DoveComeQuando.

 







 FOTO DI SCENA 










 RECENSIONI 

"Come titolo, già la scelta di questo verbo coniugato poi al gerundio, rimanda al senso di precarietà, d’inconsistenza, alla paura, prolungati nel tempo di un’intera esistenza."
"(...) si intravede la presenza un unico oggetto: una sedia trasparente interpretabile come una metafora dell’inconsistenza di tutti i punti di riferimento personali, sociali e culturali che circondano la vita della protagonista, quindi una mancanza di sostegni."
"Qual è la vera natura di questa paura [della notte]? Ad un’analisi più profonda, sembra l’espressione del disorientamento e del disagio dell’uomo contemporaneo che si chiede: 'Noi che stiamo facendo qua?'"

Fonte: LA PLATEA.IT



"Una donna che indossa un pigiama color fuoco, un dialogo interiore che si contorce tra le pieghe intime del sonno: l’affollarsi di ricordi e paure e l’impossibilità di dormire mentre si ascoltano i battiti del cuore perdersi lentamente. Questo è soltanto la cornice di un flusso di pensieri che si sviluppa su diversi piani di coscienza, una parte risoluta, una parte impaurita, una parte infantile, e chissà quante altre il testo ha voluto disseminare"
"'Cascando!' è un testo complesso, ricolmo di simbolismi e rimandi, di ripetizioni e immagini, di sfumature confuse e poetiche, ma anche di facile immedesimazione, per lo spettatore, con le angosce più profonde dell’uomo, che viene fermato (o tenta di fermarsi) di fronte a se stesso."

Fonte: IL FAROONLINE



"Il suo cuore la guida con un ritmo costante e continuo, ma a volte un battito salta, si trasforma in una pausa di incertezza e paura. Senza quel battito si perdono tutti i punti di riferimento e l'ansia prende il sopravvento. Uscire da questo tunnel di psicosi è possibile solo con una dose di coraggio per lasciarsi cadere verso l'ignoto, lasciare che gli eventi seguano il loro corso senza affannarsi nel volerli cambiare."

Fonte: IL FOYER



"Laddove l’impossibilità di dormire è leitmotiv costante, esso diviene, nella struttura, metafora di un’insofferenza atavica, di un tempo che è macigno, che nella sua corsa forsennata impedisce di respirare."
"Nell’articolarsi di una narrazione che nella discontinuità, nel ricorso ad un ritmo intermittente, indirizza la propria modalità espressiva, passaggio ulteriore risulta l’atto di ironica deformazione del rito tradizionale e di un “Credo” cattolico declinato secondo nuovi lessemi che ne ribaltano il senso originario per indirizzarlo sulla scia di una laica domanda sull’esistenza stessa, sull’impossibilità di decifrarla o di visualizzarsi all’interno di essa."
"Se il battito cardiaco arriva a configurarsi come unità di misura, strumento di consapevolezza e presenza nella realtà, ad esso si oppone una fine infinita la cui presenza perturbante diviene strumento di una continua caduta, di un inciampo a priori nell’approccio con il quotidiano.
È dunque il movimento spezzato, il passo interrotto, la mimica plastica del volto dell’interprete, mimesi del nucleo stesso dell’opera, il tentativo singhiozzante e spaesato di interrogarsi sulle dinamiche del mondo."

Fonte: QUARTAPARETEROMA.IT



"(...) ci lascia una domanda inquietante e strisciante, forse involontaria: 'e se la fine del mondo fosse davvero la fine del mondo?' "
"E nelle tante riflessioni che colorano il testo, aleggia la parola “Morte” silenziosa e ci sovviene un riferimento agli stati depressivi insiti nel sottotesto in quel monito a non “cadere da fermo” che spesso si ripete come un mantra. La formula gerundiva: CASCANDO ci suggerisce poi che tutto lo spettacolo debba oscillare in questa azione indefinita, posta tra un participio “caduto” (che tanto si teme quanto non si conosce) e l’infinito “cadere” (che tanto spaventa nella sua potenzialità)."
"(...) ci lascia un messaggio, forse l’unico che avremmo voluto sentire in un momento come questo, dominato dalla paura e dalla pandemia e dalla distanza dell’uomo dall’uomo: "Quanto mi devo allontanare per non sentire la paura?'. "

Fonte: GUFETTO.PRESS



"Un testo interessante e attuale"
"Mettere il cuore al centro del proprio mondo non significa essere fragili o dimenticare di saper usare la ragione. È invece un esercizio di ricerca continua sul senso delle nostre azioni."
"Si percepisce un valore aggiunto al loro lavoro che è la ricerca in scena di un significante originale per la drammaturgia pensata, affidato alle sensazioni del pubblico in sala. “Cascando” spiazza, commuove, coinvolge ma non ci racconta una storia.
È esso stesso allenamento per una storia. Per 1000 storie.
È la traduzione in scena di quel qualcosa di inafferrabile che spesso accade di notte, che ci condiziona nel risveglio, che ci consuma nell’insonnia. È la paura di provare paura. ("Ho paura e temo che la mia paura mi tremi contro")"

Fonte: THEPARALLELVISION.COM




  DOVE E QUANDO - REPLICHE PASSATE  



Teatro Ygramul, Roma
17 settembre 2022

Carrozzerie n.o.t, Roma
9-10 ottobre 2020