DoveComeQuando - Compagnia teatrale e associazione culturale

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  CASCANDO!  


  9-10 ottobre 2020, h. 21  
 Carrozzerie n.o.t 


DoveComeQuando


CASCANDO!









scritto e diretto da Pietro Dattola
con Flavia Germana De Lipsis



Questa musica è la fine del mondo!

Vieni spesso qui? Trovi parcheggio facilmente? Qual è il tuo primo pensiero la mattina appena alzato? Ti mette ansia il colore rosso? Sei religioso? Sei più religioso o scaramantico?

Il cuore che batte, che batte, che batte, che batte. Buon segno, ma non ti fa impressione? Ogni battito in più è un battito in meno e anche se diventeremo robot alimentati dalle stelle, pure le stelle alla fine si spegneranno, l'universo si fermerà e nulla potrà più restare nella memoria di qualcosa o qualcuno, nulla sarà più servito a nulla.

Canti sotto la doccia? Cosa canti? Se invece fai il bagno, i tuoi gusti musicali cambiano? Ti piacerebbe diventare famoso? Cosa ti offende? Ti offendi spesso? C'è un argomento che ti appassiona particolarmente?

Questa musica è la fine del mondo! È proprio la fine del mondo!



Dove. Come. Quando. Tre degli elementi base per una messa in scena, per la rintracciabilità di un segno, per la creazione di un mondo, di uno scenario, di una scena, di un beat - e dove il "Come" è al centro di tutto: pochi elementi, sempre e tutti necessari, e una regia volta a esaltare la storia e l'azione sono messi al servizio della potenza espressiva dell'attore.
La compagnia è diretta da Pietro Dattola, drammaturgo e regista, vincitore di numerosi premi drammaturgici. Egli, insieme a Flavia Germana De Lipsis che ha studiato, collaborato e lavorato con registi e coach anche internazionali, costituisce il fecondo sodalizio artistico al centro della produzione di DoveComeQuando.

 







 FOTO DI SCENA 










 RECENSIONI 

"Come titolo, già la scelta di questo verbo coniugato poi al gerundio, rimanda al senso di precarietà, d’inconsistenza, alla paura, prolungati nel tempo di un’intera esistenza."
"(...) si intravede la presenza un unico oggetto: una sedia trasparente interpretabile come una metafora dell’inconsistenza di tutti i punti di riferimento personali, sociali e culturali che circondano la vita della protagonista, quindi una mancanza di sostegni."
"Qual è la vera natura di questa paura [della notte]? Ad un’analisi più profonda, sembra l’espressione del disorientamento e del disagio dell’uomo contemporaneo che si chiede: 'Noi che stiamo facendo qua?'"

Fonte: LA PLATEA.IT



"Una donna che indossa un pigiama color fuoco, un dialogo interiore che si contorce tra le pieghe intime del sonno: l’affollarsi di ricordi e paure e l’impossibilità di dormire mentre si ascoltano i battiti del cuore perdersi lentamente. Questo è soltanto la cornice di un flusso di pensieri che si sviluppa su diversi piani di coscienza, una parte risoluta, una parte impaurita, una parte infantile, e chissà quante altre il testo ha voluto disseminare"
"'Cascando!' è un testo complesso, ricolmo di simbolismi e rimandi, di ripetizioni e immagini, di sfumature confuse e poetiche, ma anche di facile immedesimazione, per lo spettatore, con le angosce più profonde dell’uomo, che viene fermato (o tenta di fermarsi) di fronte a se stesso."

Fonte: IL FAROONLINE



"Il suo cuore la guida con un ritmo costante e continuo, ma a volte un battito salta, si trasforma in una pausa di incertezza e paura. Senza quel battito si perdono tutti i punti di riferimento e l'ansia prende il sopravvento. Uscire da questo tunnel di psicosi è possibile solo con una dose di coraggio per lasciarsi cadere verso l'ignoto, lasciare che gli eventi seguano il loro corso senza affannarsi nel volerli cambiare."

Fonte: IL FOYER



"Laddove l’impossibilità di dormire è leitmotiv costante, esso diviene, nella struttura, metafora di un’insofferenza atavica, di un tempo che è macigno, che nella sua corsa forsennata impedisce di respirare."
"Nell’articolarsi di una narrazione che nella discontinuità, nel ricorso ad un ritmo intermittente, indirizza la propria modalità espressiva, passaggio ulteriore risulta l’atto di ironica deformazione del rito tradizionale e di un “Credo” cattolico declinato secondo nuovi lessemi che ne ribaltano il senso originario per indirizzarlo sulla scia di una laica domanda sull’esistenza stessa, sull’impossibilità di decifrarla o di visualizzarsi all’interno di essa."
"Se il battito cardiaco arriva a configurarsi come unità di misura, strumento di consapevolezza e presenza nella realtà, ad esso si oppone una fine infinita la cui presenza perturbante diviene strumento di una continua caduta, di un inciampo a priori nell’approccio con il quotidiano.
È dunque il movimento spezzato, il passo interrotto, la mimica plastica del volto dell’interprete, mimesi del nucleo stesso dell’opera, il tentativo singhiozzante e spaesato di interrogarsi sulle dinamiche del mondo."

Fonte: QUARTAPARETEROMA.IT



"(...) ci lascia una domanda inquietante e strisciante, forse involontaria: 'e se la fine del mondo fosse davvero la fine del mondo?' "
"E nelle tante riflessioni che colorano il testo, aleggia la parola “Morte” silenziosa e ci sovviene un riferimento agli stati depressivi insiti nel sottotesto in quel monito a non “cadere da fermo” che spesso si ripete come un mantra. La formula gerundiva: CASCANDO ci suggerisce poi che tutto lo spettacolo debba oscillare in questa azione indefinita, posta tra un participio “caduto” (che tanto si teme quanto non si conosce) e l’infinito “cadere” (che tanto spaventa nella sua potenzialità)."
"(...) ci lascia un messaggio, forse l’unico che avremmo voluto sentire in un momento come questo, dominato dalla paura e dalla pandemia e dalla distanza dell’uomo dall’uomo: "Quanto mi devo allontanare per non sentire la paura?'. "

Fonte: GUFETTO.PRESS



"Un testo interessante e attuale"
"Mettere il cuore al centro del proprio mondo non significa essere fragili o dimenticare di saper usare la ragione. È invece un esercizio di ricerca continua sul senso delle nostre azioni."
"Si percepisce un valore aggiunto al loro lavoro che è la ricerca in scena di un significante originale per la drammaturgia pensata, affidato alle sensazioni del pubblico in sala. “Cascando” spiazza, commuove, coinvolge ma non ci racconta una storia.
È esso stesso allenamento per una storia. Per 1000 storie.
È la traduzione in scena di quel qualcosa di inafferrabile che spesso accade di notte, che ci condiziona nel risveglio, che ci consuma nell’insonnia. È la paura di provare paura. ("Ho paura e temo che la mia paura mi tremi contro")"

Fonte: THEPARALLELVISION.COM




 GLI SPETTACOLI DI INVENTARIA 



SPETTACOLI: PaternosterOstinata PassioneMonologo di donna con salsiccia Oggi sposoCome sto Filo d'erba


FUORI CONCORSO: Cascando! Pöesiëkanzoni







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