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  ...Maura!  


  30 marzo 2019  ore 20.00 
 Piccolo Teatro Patafisico (Palermo) 


DoveComeQuando


 Corto vincitore del Festival Potenza Teatro - Biennale dei corti 2018 - Premio della giuria e del pubblico 


...MAURA!





scritto e diretto da Pietro Dattola
con Flavia Germana De Lipsis



Seppellisci i ricordi, Nina.
Non seminarli.


...Maura! è un estratto autoconclusivo dallo spettacolo Follower. Nello spettacolo, s'immagina che un'app consenta di seguire realmente le persone, dal vivo e in totale anonimato, fornendo al follower foto e posizione GPS della persona seguita. Nello spettacolo, Nina è ancorata a una storia con Pietro che non le appartiene più. Farebbe di tutto per riaverla indietro, ma perché un rapporto funzioni, occorre mantenere le giuste distanze e quelle tra Pietro e Nina sono ormai abissali. Ci sono casi in cui, se vieni bloccato nella vita reale, è per sempre. Per motivi di lavoro, Nina è costretta a registrarsi nell'app. Quando si convincerà che il suo follower è Pietro, farà di tutto per rivederlo almeno un'ultima volta.

...Maura! è il segmento che interviene quando, dopo aver dato fondo a tutte le sue risorse ed essere stata a un passo dal poterlo rivedere (almeno secondo lei), lo perde di nuovo: l'app la informa che il follower, dopo averle inviato una serie di dislike, ha smesso di seguirla. Quel giorno Nina aveva un appuntamento a pranzo con la sua amica Maura, farmacista. Nina non ha altri a cui rivolgersi e si precipita da lei.

...Maura! rappresenta in forma poetica l'angoscia di Nina causata dal suo senso di solitudine cosmico. Follower esplora il tema della difficoltà del distacco dalla persona amata e lo fa indagando cosa significa seguire ed essere seguiti (in teoria, Nina è seguita dal suo follower; nella pratica, a partire da un certo punto, è lei a seguire il suo follower, come tutti noi che oggi andiamo alla ricerca spasmodica di like sui social e nella vita). ...Maura! rappresenta il culmine di questa dinamica e anche per questo è il momento in cui si abbatte la quarta parete e Nina scende tra il pubblico, in fila nella farmacia, e tiene - letteralmente - il pubblico per mano. Per darsi forza. Per avere ancora un appiglio alla vita, a se stessa.


Info e prenotazioni:
Piccolo Teatro Patafisico – Via Gaetano La Loggia 5, Palermo
366 1545786

 








 FOTO DI SCENA 












 RECENSIONI DI FOLLOWER 



"Lo spettacolo (...) analizza in maniera trasversale ed originale i falsi problemi generati da una vita passata nella convinzione di essere liberi dai condizionamenti quotidiani, seppur schiavi delle esistenze virtuali di altri. Il testo accende contestualmente i riflettori sui bisogni primari dell’amore e del riscatto individuale."
"Il lavoro drammaturgico che Piero Dattola ha costruito è simile al minuzioso impegno di un ragno che tesse la propria tela: cattura gli spettatori con lentezza ipnotica, inchioda ciascuno alle proprie responsabilità quando non si può tornare indietro."
"Nessun luogo comune. Ritmo serrato. Elementi di scena, curati da Alessandro Marrone, ridotti al minimo. Lo spazio teatro usato in tutte le dimensioni permette di azzerare le distanze fra pubblico, parole ed interpretazione, tecnica questa molto amata e ricorrente nei lavori di Pietro Dattola."
"La protagonista è stupenda in questa sua nuova prova artistica. Riesce a modificare il proprio personaggio in maniera veloce ed armoniosa, respira le sensazioni del pubblico in sala e le trasforma, in un processo di fotosintesi teatrale significativo."

Fonte: The Parallel Vision



"Magistrale interpretazione di Flavia Germana de Lipsis."

Fonte: Gazzetta Del Sud, 6 Marzo 2018



"L'incredibile testo di Pietro Dattola regala al pubblico un'indagine umana e sociologica necessaria."
"Siamo tutti Nina."

Fonte: Carteggi Letterari



"È un mondo confuso quello che la drammaturgia di Pietro Dattola ha predisposto per Nina. La sfida era quella di trasferirlo dapprima sulla scena, poi di lasciargli lentamente graffiare quell’universo fragile, farneticante, finanche pietoso ma toccante, e più di tutto “vero”, che Nina conteneva. E in questo Dattola, pure alla regia, ha stravinto. Complice la destrezza con la quale Flavia Germana de Lipsis ha incarnato la sé più vera e la dilagante finzione di un mondo virtuale che ormai rimpiazza la vita."

Fonte: TgMe.it



"Spettacolo attualissimo e pregnante (...) indaga profondamente e restituisce il disagio sociale e individuale dell'epoca dei follower."
"L'amore è qui vissuto per come lo viviamo oggi e, forse da sempre, si è vissuto: una devastante prova di sé."

Fonte: Lalleru.it



"Follower si fonda e si regge su un testo originale ed estremamente attuale, capace di stimolare sorrisi ma anche pensieri al limite dell’ansiogeno nel momento in cui si prende consapevolezza della situazione reale."
"Una versatile e divertente Flavia Germana de Lipsis dà voce ad uno spettacolo originale e attuale. (...) Unica attrice in scena, per un'ora e mezza tiene l’attenzione e stimola risate, riflessioni ed ansie nel pubblico. Ai sorrisi complici - soprattutto della parte femminile del pubblico che si riconosce e affettuosamente ride di comportamenti, imbarazzi e figuracce - seguono momenti di riflessione sulla nostra vita attuale."
"In uno spazio totalmente privo di scenografia in cui tutto si basa sulle capacità della protagonista, rumori e sottofondo musicale creano ambientazioni e contesti (la discoteca, la strada trafficata, ecc) mentre i suoni del cellulare scandiscono inesorabili la vita e le emozioni dei personaggi."
"L'irrazionale e caparbio accanimento nel voler resuscitare un amore finito viene alimentato da una nuova App fantascientifica e pericolosa: in brevissimo, ecco Follower. (...) Il bisogno di attenzioni e la paura del distacco appaiono ancora più duri oggi, nella nostra epoca social."

Fonte: Saltinaria.it



"Quello che colpisce di questo monologo è la sua struttura (...) con un’attrice che si trasforma, fin dalla primissima scena, nei diversi personaggi e soprattutto in diversi stati d’animo, dalla rabbia al rancore, dalla tristezza alla speranza, dal vuoto interiore alla necessità implacabile di amore."
"Follower è il quadro di una società e di un modo di comunicare in cambiamento."
"Dalla virtualità si torna alla realtà. Il blocco operato da Pietro contro Nina non è solo sui social, agisce anche nella vita reale. Pietro è scomparso, non appare mai, è l’assente. Anzi, l’Assenza."
"Scopriamo che non si tratta solo di una storia d’amore, Follower è anche una presa in giro di tutte le logiche aziendali del divertimento a ogni costo, di mode e tendenze perennemente condivise – con accanto i propri stati d’animo e le proprie attitudini – attraverso una piattaforma multimediale in cui tutti osservano, tutti sono osservati, ma nessuno osa, nessuno vive. (...) Se condividere è il nuovo verbo dell’era digitale, quanto condividiamo realmente con noi stessi?"

Fonte: Persinsala



"Un testo interessante e attuale"
"Una straordinaria Flavia Germana De Lipsis"
"Unica attrice sul palco, la De Lipsis interpreta con grande versatilità tutti i personaggi: la protagonista Nina, l’amato Pietro, la trendissima App, il datore di lavoro (...) È una richiesta di attenzione reciproca fra persone quella che Nina esprime, arrivando a rompere la quarta parete e coinvolgendo il pubblico in sala con una catena di mani unite."

Fonte: Fourzine.it


"Attraverso un trasporto coinvolgente, l’attrice confida, a quelli che per una sera sono stati i suoi followers, le speranze e le paure di una ragazza che da sola affronta le oscure acque del virtuale."
"Uno spettacolo molto attuale, in grado di raccontare con estrema semplicità la complessità di un mondo che diventa, per fortuna o per disgrazia, sempre più innovativo."

Fonte: Recensito.net



"Un monologo distopico e non così irreale"
"La destrezza con la quale l’interprete si addentra ed esce dai mondi individuali, che si succedono nel monologo, permette allo scritto di Dattola di apparire denso, emozionalmente disturbante a tratti, molteplice nelle sue configurazioni e conseguenze"

Fonte: BinRome.com



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